Un uomo solo al comando del Branco: intervista a Filippo Alessio

Ci sono artisti che si raccontano sul palco, che portano in scena le proprie emozioni ogni sera attraverso la musica prima di tornare nelle proprie stanze chiuse, ad elaborare il prossimo brano, a scrivere la sceneggiatura del prossimo show. E poi ci sono quelli che vivono la musica ogni giorno senza break, che portano sulla pelle i segni della strada, che conoscono e ricordano che sapore ha la polvere anche quando sono sotto la luce accecante dei riflettori. Filippo Alessio appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Personaggio radicale, schietto e senza filtri quando si parla di emozioni e espressione, già leader e voce dei milanesi Breaking Larsen Theory, adesso in procinto di partire con un nuovo progetto che vedrà il proprio battesimo del fuoco a Los Angeles.

Filippo benvenuto sulle pagine di Next Rock Generation. Partiamo subito con l’attualità, raccontaci del nuovo progetto e del concept che c’è dietro. 

Ciao a tutti e grazie mille per lo spazio. Non trovo modo migliore per iniziare se non partendo dalle bellissime parole da voi spese nell’introduzione all’intervista, delle quali mi sento tanto onorato nel riceverle quanto felice di esser riuscito ad ispirarvele, significa che qualcosa di buono ne è uscito da tutto il trambusto attraversato dai BLT nel corso del nostro percorso. Dopo esserti speso tanto in tutti i sensi per un progetto musicale in cui hai creduto fino infondo e al quale hai dato priorità per anni penso tu possa avere due strade di fronte a te: una di esse porta ad un temporaneo (che rischia di diventare poi permanente) distacco dalla musica come l’avevi vissuta fino a quel momento e l’altra ti spinge invece a fare un passo in più, ad osare ed andare oltre prima di dire “ok non è detto che sia la mia strada” e tentare una volta per tutte, anche da solo se necessario, di realizzare la visione che ti ha condotto a quel bivio. Io ho preso la seconda via e nelle incertezze di una strada così tortuosa seppur guidata dalla passione, sentirsi dire certe cose ripaga di molto. L’idea di BRANCO nasce appunto da questo, da un’esigenza di riuscire ad avere un confronto diretto con un pubblico più vasto, confronto mai avuto realmente con i BLT per tutta una serie di motivi, confronto che mira ad aggregare le persone dotate della stessa schiettezza e spontaneità che mi contraddistinguono come individuo, per mettere in scena le nostre personalità, per confrontare ciò che ci separa e ciò che ci unisce. Ispirato dalla mia passione per il Lupo ho iniziato a sviluppare la sensazione di aver sempre dovuto contare più su me stesso che su un vero branco. A quel punto per non piegarmi al dispiacere di aver perso dei compagni di viaggio ho iniziato a ricordare che più di ogni altra cosa dalla musica ho sempre sognato di ottenere la possibilità di mettere insieme un gruppo concettualmente più importante di una band, un gruppo di persone con cui comunicare attraverso ciò che scrivo, e quando un Lupo solitario come il sottoscritto, protende verso un branco come io ho scelto di protendere artisticamente verso le persone, lo fa mettendosi a nudo, giocandosi tutto, affermando se stesso senza filtri e senza veli. Potrebbe essere un suicidio o la più grande esperienza della propria vita. Perciò da un lato mi sono spesso trovato a dovermi procurare da solo le risorse di un intero branco e dall’altro sogno di fare in modo che BRANCO rappresenti non tanto me come artista quanto più la realtà che si crea fra l’artista e il suo pubblico, che è poi il sogno più intimo e puro che accomuna molti aspiranti professionisti.

Da una prospettiva prettamente musicale, come sarà organizzato in futuro lo show dato che sei da solo in questa avventura?

Ancora non sono sicuro di come il progetto verrà concretizzato sul palco. Le idee sono molte e l’obbiettivo è complesso e composto da aspetti non solo di audio performance ma anche visivi ed interattivi per il pubblico. Molto di ciò che riuscirò a realizzare in questa prima fase dipenderà anche dal riscontro che avrò una volta iniziato a pubblicare le prime canzoni. Non ho un’immediata fretta di esibirmi dal vivo com’era con i BLT quanto più un’esigenza di produrre e pubblicare canzoni per comunicare con il pubblico che spero di riuscire a richiamare. Una cosa è certa: tutto mira a coinvolgere gli ascoltatori “oggi” e gli spettatori “domani” in un’esperienza che sia stimolante e riflessiva e che spinga chi ascolta/assiste ad avere reazioni tanto emotive ed interiori quanto attive e concrete, tutti devono partecipare alla vita del branco.

Stai per partire per gli Stati Uniti. Cosa ti aspetti da questa esperienza?

Beh da questa fantastica esperienza che avrò l’onore di vivere con la Volcano spero sostanzialmente di riuscire a piantare un seme di quanto espresso finora, cercando di stringere amicizie per il piacere di un rapporto umano e diretto con il mondo della musica e dello spettacolo in una città così importante per essi, spero che il seme germogli in modo da iniziare a mettere insieme un team di lavoro per realizzare le idee che ho per questa nuova avventura. Ho perso da tempo il mito di LA come poteva essere negli anni 80 e ho poco interesse nel fare il turista negli USA, mi aspetto soprattutto di andare a conoscere chi di mestiere trasforma le idee di persone come me negli spettacoli che mi hanno ispirato a creare questo progetto.

Dopo aver parlato del nuovo in arrivo, non possiamo evitare di chiederti qualche notizia sui Breaking Larsen Theory.

Dopo la dipartita del nostro bassista io, Teo (chitarra) e Simo (batteria) eravamo alle prese con il mettere da parte il passato contaminato dalle vecchie line up della band e produrre nuove canzoni per andare allo step successivo. Purtroppo poi con la vita che ti si muove attorno non è sempre detto che le priorità di più persone riescano a combaciare quanto basta a mandare avanti una band con obbiettivi professionali. Perciò con la serenità di una birra in mano ci siamo tranquillamente detti che al momento cerchiamo cose diverse nel mondo della musica e per raggiungerle dobbiamo quindi prendere strade diverse, io salgo sull’aereo per la California e vado in cerca del mio sogno, Simo è reduce da un tour europeo con gli Hangarvain a supporto dei DAD, Teo sta raggiungendo risultati importanti come studente e insegnante di Chitarra e partecipa come turnista in studio a molte produzioni. Non nego al 100% che un giorno torneremo insieme, che sia come BLT o come altro, ma da fondatore del gruppo mi sento sereno nel sapere che per ora non ci pensiamo, che siamo tutti e tre buoni amici impegnati in ciò che ci rende sereni nella vita e che abbiamo preferito preservare tutto ciò invece di rischiare di compromettere i rapporti per lavorare insieme quando non era il momento di farlo.

Cosa rappresenta la musica per te? Cosa credi sia indispensabile oggi per realizzare qualcosa che sia degno di attenzione?

Credo di essermi già espresso abbastanza nell’esaustiva descrizione di questo progetto e dei suoi obbiettivi, finirei per ripetermi e ho già parlato parecchio (Ahahahahah). Posso aggiungere che secondo me abbiamo tanto bisogno di interagire più fisicamente che virtualmente e la musica è forse la cosa più potente che abbiamo per farlo. Finora però pare stia alimentando il contrario, gli artisti devono vivere da influencer per farsi notare e i fans idem da “spettatori blogger” che guardano i concerti da dietro il proprio telefonino, ma c’è anche tanta gente che cerca qualcosa di diverso ed è a loro che mi rivolgo. La forza del branco sta in questo.

Grazie mille Fil, a te l’ultima parola dedicata alla Next Rock Generation!

Grazie ancora a voi e a tutti i lettori che avranno l’interesse di approfondire e venire a scoprire com’è la vita in BRANCO. Continuate a cercare la cultura sotto il ciarpame, a scegliere voi cosa ascoltare, cosa guardare, cosa leggere che uniti tutti insieme siete tantissima roba. Un abbraccio.

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