Un caffè con Gabriele Sinatra, responsabile della Blue Mama Records

In un tardo pomeriggio autunnale, sotto i portici del centro nella elegante ed altera Torino, abbiamo incontrato per un caffè ed una chiacchierata a trecentosessanta gradi, il giovane manager e musicista Gabriele Sinatra. Gabriele è tecnicamente un professionista emergente, passato in pochissimo tempo dalle aule di formazione, alla realtà frenetica ed impegnativa del mondo del lavoro nell’industria musicale, un rappresentante perfetto della #NEXTROCKGENERATION.

– Ciao Gabriele e benvenuto sulle nostre pagine virtuali. Partiamo da Blue Mama Records, marchio discografico specializzato in jazz e black music in repentina ascesa. Raccontaci come è nato questo progetto.

Ciao! Prima di cominciare vorrei ringraziare NEXTROCKGENERATION per questa intervista e tutti coloro che dedicheranno il loro tempo a leggerla.

La genesi di Blue Mama Records è molto interessante, partiamo dal principio: un paio di anni fa ho deciso di iscrivermi ad un corso organizzato dalla Scuola di Music Business di Alessandro Liccardo (Volcano Records & Promotion) e ospitato dalla Perform School of Music di Torino. Al termine del primo ciclo di lezioni ho iniziato un tirocinio con Volcano Records, occupandomi prevalentemente di copywriting e social media management. Ho avuto l’opportunità di partecipare e collaborare ad iniziative e attività di respiro internazionale come il Volcano Rock Fest 2018 (Milano – Berlino) o la release in Giappone del disco “The Gospel According To Thomas” di Thomas Silver, storico chitarrista degli Hardcore Superstar! Il tempo trascorso in un ambiente fresco e fertile come questo mi ha fatto appassionare al “dietro le quinte” dell’industria musicale e mi ha aperto la mente sotto diversi punti di vista.

Nel frattempo ho continuato a seguire il corso di music business e ad un certo punto si è deciso di passare dalla teoria alla pratica. Da qui, dopo diversi mesi di planning è nata Blue Mama Records: una realtà con sede a Torino ma che ha già iniziato ad attirare l’attenzione di musicisti e addetti ai lavori in tutta Italia! Poter lavorare allo sviluppo di un progetto come questo è molto impegnativo ma è anche fonte di grandi soddisfazioni.

– Il 12 novembre, al Jazz Club di Torino, ci sarà la presentazione della Blue Mama con l’evento “A Night In Blue”. Come si svolgerà il concerto?

“A Night in Blue” sarà un evento che va oltre la musica: fa infatti parte del palinsesto di iniziative sponsorizzate da Torino Music Connection, la nuova realtà che mette insieme operatori del settore musicale locale con l’obiettivo di creare sinergie e nuovi scenari di sviluppo culturale. Per l’occasione si esibirà una selezione di artisti della Blue Mama, ci saranno tanti ospiti speciali e sarà un’ottima occasione per godersi una bellissima serata di musica con tante persone unite dalla stessa passione. Il main event di “A Night in Blue” sarà il release party di “Unlocked”, disco d’esordio di Silvio Ferro And The Soul Mates prossimamente in uscita via Blue Mama Records!

– Oltre a Blue Mama, da anni lavori al format di grande successo Sofà So Good. Raccontaci di più.

Sofà So Goodè nato nel 2017 da un’idea del mio caro amico Pietro Giay, cantautore molto attivo e conosciuto a Torino; consiste in un format mensile che per due anni si è svolto al Sofà Cafè di Luca Morellato in via Cesare Balbo. Quest’anno invece, per diversi motivi, ci siamo trasferiti nello storico Blah Blah di via Po, nel cuore pulsante della città!

Per Sofà So Good mi occupo del coordinamento delle attività del team e, insieme a Pietro, della direzione artistica. Da un lato lavorare a questo format è una grande occasione per conoscere musicisti e addetti ai lavori, aspetto di primaria importanza per chi vuole vivere di musica; dall’altro è un modo per dar vita a qualcosa di bello, che possa regalare emozioni, che faccia vivere un’esperienza indimenticabile sia agli artisti, che ogni volta portano la loro musica davanti ad un pubblico attento e affamato di novità, sia al pubblico, che ormai dà piena fiducia al nostro team e ci segue sempre a prescindere da quale sia la proposta artistica. Ovviamente questo ci responsabilizza e ci incentiva a proporre una programmazione ed una qualità sempre al massimo delle nostre possibilità!

– Ci hai già detto della relazione tra il corso di Music Industry della Perform School Of Music di Torino, e la Blue Mama. Oltre a questo progetto, cosa ha rappresentato per te frequentare un corso di studi completamente orientato al Music Business?

Il corso di music business è stato fondamentale per la mia formazione sia per le competenze che mi ha permesso di acquisire sia per le persone con cui mi ha permesso di entrare in contatto. È un corso che per così dire “ti prende a schiaffi” dall’inizio alla fine, in quanto è volto a sfatare molti miti e a fornire in mezzi per leggere in maniera realistica e non utopistica e sognante quella che è la situazione dell’industria musicale dei nostri giorni. Ha avuto un grande impatto anche sulla mia vita di tutti i giorni, in quanto mi ha permesso di inquadrare i vari ambiti del settore che mi appassionano, dal management, all’insegnamento, all’organizzazione di eventi, alla performance live. Il mio obiettivo adesso è coltivare pian piano tutti questi aspetti facendo in modo che la passione per la musica diventi un’attività sostenibile e si trasformi in una professione vera e propria.

– Hai iniziato come chitarrista per poi affiancare, alla passione per lo strumento, attività più legate ad aspetti promozionali e manageriali. Quanto spazio ha ancora la musica suonata nella tua settimana e come si divide il tuo tempo tra lo strumento e gli impegni da addetto ai lavori?

La passione per lo strumento e per la musica in generale occupa tuttora il primo posto nell’elenco delle priorità. Quest’anno per cause di forza maggiore ho dovuto investire molte energie in attività manageriali ma sono stati sforzi volti alla realizzazione di progetti importanti che una volta messi in piedi potranno camminare da soli o richiedendo sforzi decisamente più sostenibili. Tra una cosa e l’altra sto seguendo due programmi paralleli di lezioni di chitarra con due insegnanti cui sono molto riconoscente, Diego Budicin e Giangiacomo Rosso. Il tutto è ovviamente integrato da ricerche personali e approfondimenti costanti su diversi generi musicali.

Di recente ho iniziato a condensare il mio percorso artistico in alcuni brani originali, indovina un po’, dalla forte vena black, e che vorrei far uscire nel medio termine, se il tempo me lo permetterà. Mi immagino un progetto molto inclusivo in cui coinvolgere tutti i musicisti che avranno il piacere di farlo, una grande festa che rappresenti al cento per cento la mia esperienza di immersione quotidiana nel mondo della musica.

Per quanto riguarda invece il lato performativo, annuncerò a breve delle novità che hanno dell’incredibile! Per adesso mi limito ad accennare che sono entrato in una band decisamente tosta e che mi aspetta un bel viaggio in giro per l’Europa. Per rispondere alla tua domanda sulla divisione del mio tempo, diciamo che il 2019 si chiuderà con una full-immersion abbastanza estrema dal lato performativo mentre il 2020 inizierà con una full-immersion da addetto ai lavori insieme a Volcano Records: prenderemo il volo per gli States dove ci aspettano giorni di fuoco tra il NAMM ad Anaheim e molte altre attività a Los Angeles!

 – Grazie per il tuo tempo Gabriele. Per concludere, che consiglio ti sentiresti di dare a chi vuole lavorare nel mondo della musica?

Quando si vuole trasformare un’attività in una professione bisogna investire tante energie, fare molti sacrifici e ogni tanto bisogna anche scendere a compromessi. Tenendo duro e impegnandosi con costanza i risultati iniziano ad arrivare e mettendo insieme un mattoncino dopo l’altro si costruisce il proprio futuro. Personalmente ho anche la fortuna di esser circondato da persone che mi sostengono e credono in me, il che sicuramente rende il percorso un po’ meno difficoltoso!

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